QuoVadisBach 2.0 – recomposed*

*recomposed mit KI – Künstlerischer Inspiration

Musik zur Harmonisierung und Synchronisierung der Gehirnfrequenzen

Referentin: Christl Brucher
Neuroscience and Art e.V.
gegründet von Günter Haffelder

Vortrag
Freitag, 3. Juli 2026
19:00 Uhr

DE – Mit einem speziellen EEG-spectralanalytischen Messverfahren können funktionelle Prozesse des Gehirns sichtbar gemacht werden. In den entsprechenden Messgrafiken zeigen sich EEG- Korrelate für Gefühle, die zum einen als Blockaden, Traumatisierungen, Ängste, Umweltbelastungen oder aber auch als Empathie, Intuition und Offenheit für Bewusstseinsprozesse interpretiert werden können.

Parallele Messungen zwischen Musiker und Zuhörer ermöglichen Erkenntnisse über die Wirkung von Musik und die nonverbale Kommunikation und emotionale Interaktion zwischen Sender und Empfänger während des Hörens. Ein Blick in zahlreiche Forschungsprojekte über Tempi, Stimmungen, Instrumente, Komponisten und Interpreten ist im Vortrag möglich.

Unser Gehirn ist plastisch und lebenslang zur plastischen Reorganisation bereit. Das bedeutet, dass wir uns durch Lernprozesse ständig weiter entwickeln können. Das Gehirn verändert sich und passt sich den jeweiligen Lebensumständen an, entwickelt aber auch Kompensationsstrategien zum Umgang mit belastenden Emotionen und Erfahrungen. Fest verankerte Muster verändern sich nicht ohne gezielte therapeutische Intervention Dies ist auch durch den gezielten Einsatz von Musik möglich, um diese Prozesse zu initiieren und therapiebegleitend zu unterstützen.

Wir arbeiten mit neuroaktiver Musik. Diese spezielle Musik kann auf der Grundlage einer entsprechenden diagnostischen Messung für unsere Klienten individualisiert erstellt werden.

Musica per armonizzare e sincronizzare le frequenze cerebrali

IT – Grazie a una speciale tecnica di analisi spettrale dell’EEG (elettroencefalogramma) è possibile rendere visibili i processi funzionali del cervello. Nei grafici di misurazione corrispondenti emergono correlati EEG relativi alle emozioni, che possono essere interpretati da un lato come blocchi, traumi, paure, stress ambientali, ma anche come empatia, intuizione e apertura ai processi di coscienza.

Misurazioni parallele tra musicista e ascoltatore consentono di acquisire conoscenze sull’effetto della musica e sulla comunicazione non verbale e sull’interazione emotiva tra mittente e destinatario durante l’ascolto. La conferenza offre una panoramica su numerosi progetti di ricerca riguardanti tempi, tonalità, strumenti, compositori e interpreti.

Il nostro cervello è plastico e pronto alla riorganizzazione plastica per tutta la vita. Ciò significa che possiamo evolverci costantemente attraverso processi di apprendimento. Il cervello cambia e si adatta alle circostanze di vita del momento, ma sviluppa anche strategie di compensazione per affrontare emozioni ed esperienze stressanti. I modelli profondamente radicati non cambiano senza un intervento terapeutico mirato. Ciò è possibile anche attraverso l’uso mirato della musica per avviare questi processi e supportarli a corredo della terapia.

Lavoriamo con la musica neuroattiva. Questa musica speciale può essere creata su misura per i nostri clienti sulla base di un’adeguata misurazione diagnostica.

(tradotto con DeepL)

Recomposed
QuoVadisBach 2.0

Cello: Davide Zavatti
(432 Hz)

Matinée
Sonntag, 5. Juli 2026
11:00 Uhr

DE – Zehn Jahre sind vergangen seit der Aufnahme von QuoVadisBach (29. Juni, 7. und 8. Juli 2016) in der Steinmühle, wo mich Peter H. Wahl und Katharina Flückiger – denen ich von ganzem Herzen danke – mit offenen Armen empfangen haben, um dieses Projekt zu verwirklichen. Es folgten intensive Jahre der Begegnung und Forschung, des Nachdenkens und der Entwicklung.

Der bedeutendste Aspekt der Aufnahme von
2016 (die eigentlich bereits mit der ersten
öffentlichen Aufführung im Juni 2008 begann) war der Versuch, Bach durch Entschleunigung zu entmathematisieren, der Ausführung seiner Stücke den mechanischen Aspekt zu nehmen. In diesem Zusammenhang erinnere ich mich
auch als äußerst wertvoll an das Treffen mit Professor Günther Haffelder im August 2014 in Stuttgart, der mir erklärte, dass Bachs Musik von Mathematik durchdrungen und von großem Wert sei, Mozarts Musik aber die
perfekte Balance zwischen Bachs Mathematik und Beethovens Gefühl biete. Aus diesem Grund wurde und wird die Musik von Mozart in der Arbeit von Neuroscience and Art genutzt, um sie für individualisierte therapeutische Prozesse einzusetzen.

Dieses Jubiläum soll nicht den zurückgelegten Weg feiern, sondern den Blick in die Zukunft richten und den Impuls zur Suche nach einem sogenannten „dritten Weg“ zwischen klassischer künstlerischer Darbietung und therapeutischer Musikkunst teilen. Vor allem soll es mich daran erinnern, nicht aufzuhören, den Mut zu haben, alles in Frage zu stellen, angefangen bei meiner Arbeit und mir selbst.

QuoVadisBach ist kein Endpunkt, sondern
ein Ausgangsbasis und eine anfängliche
Geisteshaltung. Der Schatz, den Bach uns
hinterlassen hat, geht weit über die Stücke
und Formen hinaus, die er in seinen
Kompositionen verewigt hat. Bach war in der Lage, die gesamte vorangegangene
spirituelleund musikalische Erfahrung
aufzugreifen und sie in Musik für das gerade
erst entstandene neue Zeitalter zu übersetzen. Die Musik, die er geschrieben hat, ist perfekt, so wie sie ist, und muss weder verändert noch verbessert werden.

Warum also „recomposed“?

Mein Interesse galt nicht dem, was Bach
geschrieben hat, sondern der – auch spirituellen – Kraft seiner magischen musikalischen Mathematik und der Frage, wie man sie spielen und nutzen kann, um an sich selbst zu arbeiten und auf neue Weise mit der Welt und dem Zuhörer in Interaktion zu treten.

Nur daraus entsteht die Arbeit der „recomposed“, um zu erleben, was passiert, wenn aus einer „Gigue“ ein „Minuett“ oder eine „Sarabande“ wird und umgekehrt. Um wahrzunehmen, ob sich durch die Veränderung der Form auch
der Inhalt verändert oder ob der Inhalt neue
Horizonte gewinnt. Und wie entscheidend
es sein kann, wie man das macht…

Auf „QuoVadisBach“ folgte „BachExFonte“,
das mir das Staunen und die Faszination der
Begegnung mit Hildegard von Bingen und
Kassia schenkte. Und es ist unvermeidlich,
dass nach „QuoVadisBach“ nun die Zeit für
„QuoVadisAmadeus“ gekommen ist, ein Projekt, an dem ich bereits seit einigen Jahren arbeite und das auch dank der Erfahrungen, die ich mit Bach mache, immer weiter reift…

„QuoVadis…“ ist ein Projekt, das mir ein
wenig das Gefühl gab, wie Marco Polo auf der Seidenstraße zu sein und festzustellen, dass die Sonne weiter östlich aufgeht als angenommen, und je weiter ich voranschreitet, desto weiter wandert der Sonnenaufgang in den Osten.

Davide Zavatti

(übersetzt mit DeepL)

Recomposed
QuoVadisBach 2.0

Cello: Davide Zavatti
(432 Hz)

Matinée
Sonntag, 5. Juli 2026
11:00 Uhr

IT – Sono passati 10 anni dalla registrazione di QuoVadisBach (29 giugno, 6 e 7 luglio 2016) alla Steinmühle, dove Peter H. Wahl e Katharina Flückiger, che ringrazio di cuore, mi hanno accolto a braccia aperte per la realizzazione di questo progetto. Sono seguiti anni intensi, di incontri e di ricerca, di riflessione e di sviluppo.

L’aspetto più rilevante della registrazione del 2016 (e cominciato in realtà con la prima
esecuzione pubblica nel giugno del 2008), è stato quello di cercare, attraverso la decelerazione, di dematematizzare Bach, di togliere l’aspetto meccanico all’esecuzione dei suoi brani. Ricordo anche in questo senso come estremamente prezioso l’incontro dell’agosto 2014 con il prof. Günther Haffelder a Stoccarda, che mi disse che la musica di Bach è intrisa di matematica e ha grande valore, ma nella musica di Mozart si ha il perfetto equilibrio fra la matematica di Bach e il sentimento di Beethoven. Per questo motivo nel suo lavoro di utilizzare la musica per processi terapeutici utilizzava e viene ancora utilizzata dal lavoro di Neuroscience and Art la musica di Mozart.

Questo giubileo non vuole celebrare il percorso fatto ma guardare al futuro, condividendo l’impulso alla ricerca di una cosiddetta “terza via” fra l’esecuzione artistica classica e l’arte musicale terapeutica. Soprattutto vuole ricordare a me stesso di non smettere di avere il coraggio
di mettere in discussione tutto, a cominciare dal mio lavoro e da me stesso.

QuoVadisBach non è un punto di arrivo, ma un approccio e disposizione d‘animo iniziale.
Il tesoro che ci ha lasciato Bach va molto oltre ai brani e alle forme che ha raccolto nelle sue composizioni. Bach è stato capace di raccogliere tutta l’esperienza spirituale e musicale antecedente e di tradurla in musica per la nuova epoca che era appena sorta. La musica che ha scritto è perfetta così come è, e non ha bisogno di essere trasformata o migliorata.

Perché allora “recomposed”?

Il mio interesse si è concentrato non su cosa Bach ha scritto, ma sulla forza, anche spirituale, della sua magica matematica musicale, e su come la si possa suonare e utilizzare per lavorare su sé stessi e interagire in modo nuovo con il mondo
e l’ascoltatore.

Solo da questo nasce il lavoro di ricomposizione, per vedere cosa succede se una „Gigue” diventa un “Minuetto“ o una “Sarabande”, e viceversa. Percepire se cambiando la forma cambia anche
la sostanza, o se la sostanza acquista ulteriori orizzonti. E quanto possa essere centrale il come lo si fa…

A QuoVadisBach è seguito BachExFonte, che mi ha regalato lo stupore e la meraviglia
dell’incontro con Hildegard von Bingen e Kassia. E sarà inevitabile che dopo QuoVadisBach arrivi il tempo di QuoVadisAmadeus, un progetto a cui sto lavorando già da alcuni anni
e che sta maturando anche grazie alla esperienza che sto vivendo con Bach…

È un lavoro che mi ha fatto sentire un po’ come Marco Polo, messosi in viaggio sulla via della seta e che scopre che il sole nasce piú a est di quello che conosceva, e mano a mano che procede il sole continua a sorgere più a est.

Davide Zavatti

(testo originale in italiano)